Sistema armonico che rifiuta l'armonia tradizionale, prende
come base la scala cromatica e non pone limiti all'impiego della dissonanza.
A. significa negazione di quel punto fisso di riferimento che si chiama
tonica (il suono intorno al quale tutti gli altri ruotano, dal quale dipendono e
verso il quale tendono); nella musica atonale i rapporti che vengono a
determinarsi nella compagine armonica dipendono unicamente da singole relazioni
tra i suoni della serie cromatica temperata. All'origine della musica atonale
è da porsi il "cromatismo wagneriano" che, introducendo accordi
polivalenti comprendenti note alterate estranee alla tonalità di base,
permise libertà armoniche che si allontanavano sempre più
dall'impianto tonale. Sebbene vari autori del primo Novecento (Debussy, Ravel,
R. Strauss, Bartók) ricercarono soluzioni armoniche atonali, il termine
fu coniato soltanto all'apparire delle composizioni di Arnold Schönberg
(V.). I musicisti che diedero il maggior
contributo alla musica atonale sono, oltre a Schönberg, Alban Berg,
Hindemith, Milhaud, Honegger e Stravinskij.