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Namibia.

Stato (824.292 kmq; 1.709.000 ab.) dell'Africa australe. Confina a Nord con l'Angola, a Nord-Est con lo Zambia, a Est con il Botswana, a Sud e a Sud-Est con la Repubblica Sudafricana; a Ovest è bagnata dall'Oceano Atlantico. Capitale: Windhoek. Città principali: Ondangwa, Oshakati, Walvis Bay, Rehoboth. Ordinamento: Repubblica; il presidente, eletto con suffragio universale, è capo dello Stato e del Governo. Il Parlamento è bicamerale (Assemblea Nazionale e Consiglio Nazionale). La N. è divisa in 13 distretti amministrativi, ciascuno dei quali è rappresentato da due membri eletti nel Consiglio Nazionale. Moneta: rand sudafricano; nel 1993 è stato introdotto il dollaro namibiano, con pari valore. Lingua ufficiale: inglese; ma lingua comune della maggioranza della popolazione e del 60% dei bianchi è l'afrikaans; molto diffuso il tedesco e, tra le lingue indigene, l'oshivambo, l'herero. Religione: cristiana; ampiamente diffuse sono le credenze animiste. Popolazione: per la maggior parte costituita da etnie bantu (Owambo, Kawango, Herero, Damara, Nama, Caprivian). La popolazione bianca (6%) è per la metà di origine sudafricana, per il resto di matrice tedesca e britannica.

GEOGRAFIA

Morfologia: il territorio è distinto in tre zone morfologiche: a Ovest una fascia costiera desertica, bassa e sabbiosa, ampia al massimo un centinaio di chilometri, corrispondente al deserto del Namib; un altopiano centrale che copre più del 50% del territorio, costituito da irregolari massicci montuosi, talora vulcanici, che si estende ad altitudini comprese fra 1.000 e 2.000 m, raggiungendo con il monte Brandberg l'altezza di 2.606 m. La presenza di numerosi canyon (come quello di Fish River) denuncia l'origine alluvionale di quest'area formatasi per opera dell'azione erosiva di antichi corsi d'acqua. A Est l'altopiano, che include la capitale, digrada verso il deserto del Kalahari. ║ Idrografia: a causa dell'aridità climatica, gli unici corsi d'acqua con una portata costante sono il Cunene e l'Okavango al confine settentrionale, e l'Orange a Sud; gli altri corsi d'acqua (Swacop, Kuiseb) sono quasi sempre asciutti, eccetto che nella stagione delle piogge, e defluiscono in bacini chiusi, come l'Etosha Pan, il più grande lago salino della N.Clima: fattori determinanti del clima sono la latitudine tropicale, la morfologia del territorio e la presenza lungo la costa della corrente fredda del Benguela. Ne deriva un clima tropicale arido, caratterizzato da prolungati periodi di siccità, da una temperatura relativamente bassa lungo la costa e da forti escursioni termiche. Le piogge, concentrate da ottobre ad aprile, non raggiungono i 50 mm l'anno lungo le zone desertiche costiere, e i 600 mm l'anno nelle regioni sub-umide del confine nord-orientale. Il clima arido condiziona la vegetazione, che è costituita prevalentemente da ampie distese di steppa; solo nel Nord-Est e lungo il corso dei fiumi si trovano savane e foreste.
Cartina della Namibia

Miniera d'uranio a cielo aperto nei pressi di Rossing, in Namibia


ECONOMIA

La N. importa più del 90% del suo fabbisogno, compreso quello alimentare; le esportazioni ammontano a circa il 50% della produzione interna. L'economia è fortemente dipendente dall'industria mineraria. La N. è il quarto maggiore esportatore di minerali (insieme a Repubblica democratica del Congo, Zambia, Sudafrica) dell'Africa centro-meridionale e tra i primi produttori di uranio del mondo. Oltre ai diamanti (estratti anche dal suolo sottomarino), la N. produce grandi quantitativi di rame, argento, piombo, zinco, stagno, vanadio e tungsteno, presenti soprattutto nel Namib meridionale. Più della metà della popolazione è dedita all'agricoltura, quasi esclusivamente di sussistenza (mais e miglio). L'allevamento rappresenta la parte più cospicua del reddito agricolo, in particolare quello degli ovini, di razza karakul, che forniscono pelli pregiate per l'esportazione (pelli d'Astrachan). Rilevante l'attività di pesca d'altura, cui è collegata la locale industria per la trasformazione di prodotti derivati, come la farina di pesce. Un settore in crescita è rappresentato dal turismo, grazie ai parchi e alle riserve naturali (Etosha Park). Le vie di comunicazione sono piuttosto carenti.

STORIA

Abitato da popolazioni di stirpe bantu, il territorio namibiano entrò a far parte, nel 1885, dei possedimenti tedeschi in Africa col nome di Africa del Sud-Ovest. Le autorità tedesche relegarono le popolazioni indigene in riserve a partire dal 1898, espropriandone le terre. Durante la prima guerra mondiale il territorio venne occupato dalle truppe sudafricane, quindi, in seguito alla sconfitta della Germania, venne affidato in amministrazione fiduciaria al Sudafrica dalla Società delle Nazioni (1920). Amministrato come una provincia e praticamente annesso alla Repubblica Sudafricana, in accordo con i residenti di origine europea, ma contro la volontà della popolazione africana, il territorio fu di fatto integrato nel Sudafrica nel secondo dopoguerra, malgrado le disposizioni contrarie dell'ONU e della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia. L'integrazione fu sancita nel 1949 dall'elezione al Parlamento di Pretoria di sei deputati e due senatori della N. Nel 1960 venne fondata la SWAPO (South-West Africa People Organization), un movimento nazionalista nero che si opponeva all'illegalità dell'occupazione sudafricana. Le Nazioni Unite, dopo essersi ripetutamente pronunciate contro il comportamento del Governo di Pretoria, indussero nel 1956 il Sudafrica a ritirare la propria delegazione dall'organizzazione; nel 1966 venne revocato il mandato sulla N., ponendo il territorio sotto diretta autorità dell'ONU e nominando (1967) un comitato incaricato di amministrare il Paese. L'Africa del Sud-Ovest assunse la denominazione ufficiale di N. (1968). Il Sudafrica rifiutò di conformarsi alla decisione delle Nazioni Unite, ed estese anche alla N. il proprio regime di discriminazione razziale. Ne conseguì la divisione della popolazione namibiana, non solo tra bianchi (12%), meticci o coloureds (4%) e neri (84%), ma anche tra gruppi etnici africani; furono infatti create delle unità territoriali (homelands), amministrate separatamente, per ciascun gruppo etnico e fu riservata una parte del territorio ai meticci e ai bianchi, quale minoranza egemone. L'impossibilità di giungere a una soluzione politica indusse la frangia più estremista della SWAPO a iniziare la lotta armata (1966). Nel 1975, venne decisa la convocazione di una Conferenza costituzionale a Windhoeck, immediatamente sconfessata dalla SWAPO che ne boicottò i lavori. Per quanto circoscritta ai rappresentanti politici della comunità bianca (Partito nazionalista) e ai rappresentanti moderati delle etnie nere, la Conferenza si impegnò a trovare una soluzione diversa dal disegno iniziale di Pretoria e concluse i suoi lavori nel 1977 con l'approvazione di un progetto per la creazione di un Governo multirazziale di tipo federativo. La formula costituzionale, che avrebbe dovuto portare alla proclamazione dell'indipendenza nel 1978, venne tuttavia respinta dalla SWAPO e non ottenne il consenso del Governo di Pretoria, il quale dichiarò la propria sovranità sul porto e sull'entroterra di Walvis Bay. Durante gli anni Ottanta proseguirono le azioni di guerriglia della SWAPO, che aveva proprie basi in Angola, e le rappresaglie militari sudafricane. Nel 1988 fu stipulato un ennesimo accordo con la partecipazione di Cuba, Angola, Sudafrica e Stati Uniti per portare la N. all'indipendenza e porre fine alla situazione di instabilità nell'Africa Sud-Occidentale. L'accordo prevedeva il ritiro delle forze sudafricane dalla N. e la loro sostituzione con una forza di pace dell'ONU, nonché elezioni libere, in cambio del ritiro dell'esercito cubano dall'Angola. Nel 1989 vennero indette le elezioni, sotto la supervisione dell'ONU, conclusesi con la vittoria della SWAPO. Nel 1990 fu eletto presidente della Repubblica Samuel Nujoma. Nel marzo 1990 venne ratificata la stesura della Costituzione per l'indipendenza del Paese. La SWAPO vinse sia le elezioni amministrative del 1992 sia le elezioni parlamentari del 1994. Il contenzioso con il Sudafrica per il possesso di Walvis Bay venne risolto, nel 1994, con la restituzione alla N. del territorio conteso. Nel settembre 1998 il Paese, su pressione dello Zimbabwe, decise l'invio della proprie truppe nella Repubblica Democratica del Congo a sostegno di Kabila e nell'aprile 1999 firmò un patto di alleanza militare con Zimbabwe, Angola e Repubblica Democratica del Congo. Nel 1999 Nujoma ottenne per la terza volta il mandato presidenziale. Nel corso del 2000 e del 2001 la N. continuò a essere impegnata militarmente nel conflitto angolano, al fianco del Governo di Luanda e contro i ribelli dell'UNITA, e nella Repubblica Democratica del Congo, in appoggio al regime di Kabila contro gli eserciti di Uganda e Ruanda.