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Interferenza.

Incontro di azioni, processi, idee che si influenzino reciprocamente. • Fis. - Fenomeno consistente nella sovrapposizione di due oscillazioni, od onde, di ugual frequenza, il cui sfasamento reciproco varia lentamente col tempo: ne consegue che talvolta i valori istantanei si sommano, talvolta si sottraggono e quindi danno luogo ad una pulsazione dell'ampiezza. Se le ampiezze delle due onde sono uguali, può avvenire l'annullamento completo; oppure l'ampiezza può per converso raddoppiare. Si parla di i. distruttiva se l'intensità risultante è zero o comunque minore di quella dovuta ad ognuna delle componenti, di i. costruttiva se invece è maggiore della somma delle intensità componenti. Il fenomeno dell'i. è piuttosto difficile da osservare a causa del fatto che la lunghezza d'onda della luce è molto piccola. È questa la ragione per cui non fu interpretato correttamente fino al 1800, cioè per tutto il periodo in cui fu prevalente la teoria corpuscolare della luce. Il primo che riuscì a dimostrare l'i. della luce, e di conseguenza a verificarne il carattere ondulatorio, fu T. Young. Per ottenere fenomeni di i. è necessario che siano soddisfatte determinate condizioni. Per semplicità consideriamo due onde elettromagnetiche sinusoidali che, sovrapponendosi in un dato punto dello spazio, debbano produrre in esso l'annullamento del capo risultante. Ovviamente, se si desidera che nel punto considerato il campo risultante sia sempre nullo in qualunque istante, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni: 1) le due onde devono avere uguale frequenza e uguale lunghezza d'onda; 2) la differenza di fase fra le due onde deve essere uguale a 180° e non deve cambiare nel tempo; 3) le ampiezze delle due onde devono essere uguali per lo meno approssimativamente; 4) le onde devono avere la stessa direzione di polarizzazione; 5) la differenza tra i percorsi descritti dai due raggi che si sovrappongono deve essere molto piccola, a meno che la luce sia monocromatica; 6) la direzione di propagazione delle due onde che interferiscono deve essere praticamente la stessa, ossia i due fronti d'onda devono formare tra loro un angolo molto piccolo. Dalle prime quattro condizioni risulta evidente che le due onde che si sovrappongono devono provenire dalla stessa sorgente. Ciò è da mettersi in relazione con la natura incoerente delle onde luminose e pertanto possiamo affermare che raggi luminosi provenienti da sorgenti diverse non possono mai dar luogo ad i. Le due ultime condizioni invece devono essere verificate in quanto di solito si ha a che fare con fasci di raggi luminosi che risultano dalla sovrapposizione di onde di diverse lunghezze d'onda, ed è necessario quindi che l'eventuale i. con annullamento del campo relativa ad una data lunghezza d'onda non sia mascherata, parzialmente o completamente, dalla presenza delle rimanenti lunghezze d'onda che non danno luogo, invece, ad annullamento del campo. I mezzi impiegati per produrre fenomeni di i. sono di due tipi fondamentali: a) mezzi che cambiano la direzione di propagazione di due porzioni distinte dello stesso fronte d'onda per poi ricombinarle sotto piccolo angolo. In tali mezzi è presente anche la diffrazione poiché si usano porzioni limitate del fronte d'onda; b) mezzi che, impiegando una lunga porzione del fronte d'onda (minimizzando quindi gli effetti di diffrazione), dividono il fronte stesso in due parti che successivamente vengono fatte interferire l'una con l'altra.