Uomo politico svedese. Iscrittosi giovanissimo al Partito social-democratico,
divenne dirigente della gioventù socialista e successivamente leader
della corrente di sinistra, capeggiandone la secessione nel 1916. Il nuovo
partito, che nelle elezioni del 1917 ottenne dodici seggi al Parlamento,
allacciò stretti rapporti con i bolscevichi russi, assumendo il nome di
Partito comunista e aderendo al Komintern.
H. rimase alla testa del
partito sino al 1924. Dopo aver seguito le direttive politiche del Komintern,
andò sempre più convincendosi che ogni possibilità di una
imminente rivoluzione in Europa era svanita, dimostrandosi sempre meno disposto
ad accettare le direttive del Komintern, di cui non condivideva più la
linea politica. Le divergenze si manifestarono apertamente al V Congresso
dell'Internazionale comunista nel 1924, quand'egli rifiutò di rispettare
le direttive di Mosca, dichiarando che la nuova linea di lotta contro
l'"opportunismo" in seno al movimento comunista, se approvata, avrebbe ridotto
all'impotenza tutti i partiti comunisti dell'Europa occidentale. Il suo atto di
ribellione gli costò l'espulsione dal partito. Circa un terzo degli
iscritti lo seguirono, indebolendo definitivamente il Partito comunista svedese
(1884-1956).