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Dürer, Albrecht.

Pittore e disegnatore tedesco. Figlio di un orafo ungherese, lavorò come apprendista nella bottega del padre a Norimberga dove apprese le tecniche dell'oreficeria e del disegno. A partire dal 1486 iniziò a lavorare per il pittore incisore Wolgemut distinguendosi come disegnatore. Nel 1490 intraprese un viaggio in Renania nel corso del quale visitò Magonza e l'Olanda. Nel 1492 fu a Colmar in Alsazia dove si incontrò con l'incisore e xilografo Hausbuchmeister. Subì in questo periodo l'influenza dell'arte dei fratelli Schongauer, particolarmente evidente nella sua attività di disegnatore. Dal 1491 al 1493 lavorò per una serie di disegni della Sacra famiglia nei quali alcuni critici hanno riconosciuto delle influenze leonardesche. Tra le più significative opere del D. di questo periodo ricordiamo i disegni La passeggiata, I piaceri del mondo, l'Autoritratto e la Madonna alla finestra. Negli anni successivi l'influenza degli artisti italiani si fece progressivamente più evidente. Oltre ad una serie di copie del Pollaiuolo e dal Mantegna, D. eseguì una serie di disegni nei quali la derivazione dalle opere di Leonardo era particolarmente evidente. Tra le altre influenze che sono in primo piano in questa fase dell'opera del D. ricordiamo quelle dei Bellini e del Carpaccio. Nel 1496 Federico il Saggio di Sassonia incaricò l'artista di eseguire un ritratto e due pale con La Vergine e i Santi. A partire dal 1497 il D. apre una propria bottega. Del 1498 è il famoso Autoritratto conservato al Prado. Il periodo 1495-1500 fu dominato, nell'arte del D., dalla preoccupazione di rivoluzionare l'arte della grafica e della xilografia. Del 1498 è l'Apocalisse nel quale l'influenza del Mantegna e di Martin Schongauer si fondono in una visione estremamente personalizzata e originale. Da ricordare è anche la serie xilografica della Grande passione. Oltre alla grafica e alla xilografia, D. si occupò anche di incisione su rame, tecnica con la quale eseguì una numerosa serie di opere tra le quali ricordiamo: il Mostro Marino, il Sogno del dottore, la Madonna della Scimmia e il Figliol prodigo. Nei primi anni del XVI sec. l'attività teorica del D. si intensificò. Fondamentali sono in questo periodo i suoi scritti riguardanti le possibilità creative dell'uomo e il suo rapporto con l'ambiente naturale. Nel 1503 dipinse la pala Paumgartner di Monaco e nel 1504 l'Adorazione dei Magi. D. portò avanti anche lavori di xilografia tra i quali la serie della Vita della Vergine iniziata nel 1502 e proseguita sino al 1505. In quest'anno l'artista intraprendeva un viaggio a Venezia dove eseguì la pala con la Festa del Rosario. Nel 1506 dipinse il Cristo fra i dottori. Non è improbabile nel 1505 un soggiorno dell'artista a Milano. Nel 1506, sulla scorta dell'edizione delle opere di Euclide, si recò a Bologna per studiarvi la prospettiva. Nel 1507 dipinse l'Adorazione della Trinità, opera nella quale è ravvisabile una rinnovata influenza della cultura tedesca. Del 1511 è la Piccola Passione. A partire dal 1512 il D. si dedicò con maggiore intensità all'attività teorica iniziando i 4 libri sull'umana proporzione e le Norme per la misurazione, opere nelle quali dovette sforzarsi anche di creare la terminologia adeguata per esprimere una serie di concetti che non avevano sino ad allora riscontro all'interno della cultura tedesca. Successivamente iniziò a lavorare per l'imperatore Massimiliano per il quale eseguì un Arco di trionfo e una Processione trionfale. La morte di Massimiliano, segnando la fine di un'epoca storica, rappresentò altresì un momento di crisi per la produzione dell'artista che aveva aderito alla riforma luterana. Tale momento di crisi e di trasformazione è testimoniato in opere come la Madonna coronata da due angeli e la Vergine allattante. Nel 1520 D. intraprese un viaggio per la Germania che lo portò a Francoforte, Magonza, Colonia ed Anversa. Di tale viaggio D. lasciò un diario di estremo interesse. Dopo essere tornato a Norimberga, D. entrò in corrispondenza epistolare con Melantone e rallentò ulteriormente la sua attività pittorica; sono di questo periodo i quattro Evangelisti e l'Ignoto. Si intensificò al contrario l'attività teorica che per il D. significava la capacità di rimpadronirsi delle scienze esatte e la possibilità di tradurle, attraverso la mediazione della ragione, nel processo di creazione artistica (Norimberga 1471-1528).
Albrecht Dürer: “Ritratto di Oswolt Krel”