Che dissente da altri in materia religiosa, politica, ecc., staccandosi,
perciò, dal gruppo o dalla confessione di cui faceva parte. Il termine fu
coniato dalla Polonia cattolica, anteriore alle spartizioni, nel XVI sec. per
indicare: luterani, calvinisti, sociniani e orientali scismatici. In epoca
recente con questo termine si indica chi propugna il dissenso nei Paesi
dell'Est, cioè gli oppositori al cosiddetto "socialismo reale". In
particolare vengono chiamati
d. gli intellettuali che, nel 1975, guidati
dal fisico Andrej Sacharov, chiesero al governo sovietico l'amnistia per i
prigionieri politici, ponendosi in tal modo in dissidio con il governo sui
fondamentali principi della libertà di pensiero.