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Diaframma.

Elemento di separazione; barriera. ║ Fig. - Ciò che separa, che divide, riferito alle divisioni sociali, economiche, spirituali, ecc. ║ Nel linguaggio tecnico e scientifico, elemento presente all'interno o collegato a una struttura, che svolge la funzione di dividere, separare o delimitare parzialmente due parti distinte della stessa struttura. ● Costr. - Struttura di contenimento che viene posta nel terreno allo scopo di facilitarne il prosciugamento o con funzioni di struttura portante di fondazione. Si distinguono d. di tipo continuo (formato da pareti in cemento armato) e discontinuo (formato da una serie di pali). ● Elettrotecn. - Organo vibrante dei trasduttori meccanoacustici ed elettroacustici come altoparlanti, ricevitori telefonici, microfoni elettromagnetici o piezoelettrici. Ha la funzione di raccogliere o generare nell'aria onde sonore. ● Fon. - Durante l'articolazione di un suono, occlusione o restringimento del canale di fonazione che si effettua mediante l'unione o l'accostamento di due superfici opposte (per esempio, lingua e palato). Nell'articolazione delle consonanti occlusive labiali (p, b) il d. è conseguente alla chiusura delle labbra; nell'articolazione delle consonanti occlusive dentali (t, d) invece è prodotto dalla punta della lingua che si appoggia alla parete interna degli incisivi superiori. ● Idr. - Struttura forata calibrata che viene inserita all'interno delle condotte usate per il trasporto di fluidi, al fine di misurarne la portata. Questa viene stabilita per deduzione, calcolando la differenza di pressione prima e dopo il d.; la perdita di carico provocata dal d. è infatti in funzione della portata che lo attraversa. Il d. è costituito da una lamina in acciaio o bronzo, con foro circolare concentrico, attraverso il quale viene fatta scorrere l'acqua. ● Ott. - Qualunque componente di un sistema ottico (di solito costituito da uno schermo opaco con foro centrale) che sia in grado di limitare il fascio luminoso che attraversa il sistema stesso, eliminando i raggi marginali e riducendone l'apertura. Il d., presente in ogni tipo di strumento ottico (anche in numero superiore a uno), può essere collocato davanti allo strumento, dietro di esso o tra due delle parti che lo compongono. Si definisce d. di apertura il d. in grado di limitare l'estensione dei raggi provenienti da qualsiasi punto dell'oggetto e che giungono nel punto corrispondente dell'immagine, determinandone la luminosità. Tale tipo di d. non può influire sulla porzione dell'oggetto visibile attraverso il sistema ottico; a tale scopo viene usato il d. di campo. ● Anat. - Membrana muscolare tendinea, innervata dal nervo frenico, che separa la cavità addominale da quella toracica. Nell'uomo ha forma a cupola con cavità rivolta verso il basso. Formato da una parte muscolare periferica e da una parte tendinea centrale, presenta tre porzioni (sternale, costale, lombare). All'interno del d., mediante appositi orifizi, passano l'aorta, il dotto toracico e i nervi splancnici (canale aortico-diaframmatico), l'esofago, la vena cava inferiore. Il d. è un muscolo involontario, la cui attività è tuttavia soggetta anche a modificazioni volontarie. In particolare, il corretto funzionamento del d. è importante nei movimenti inspiratori ed espiratori, nella defecazione e nella fase terminale del parto. ║ D. pelvico o urogenitale: nell'individuo maschio, aponeurosi perineale media che costituisce la parete inferiore della loggia prostatica. ● Med. - In ginecologia, anticoncezionale formato da una sottile cupola di lattice teso su un anello flessibile; aderendo sul collo dell'utero, impedisce il passaggio degli spermatozoi. ● Fotogr. - Dispositivo usato per limitare o regolare il fascio di luce che attraversa un obiettivo. I primi d. consistevano in una lamella metallica, posta davanti oppure dietro l'obiettivo: tale soluzione è ancora oggi adottata negli apparecchi per riproduzioni fotomeccaniche e nelle macchine fotografiche di tipo più economico. Negli apparecchi fotografici di tipo più moderno il d. è generalmente costituito da una serie di lamelle regolabili a forma di iride, poste su un anello; a causa del movimento di rotazione compiuto da questo, le lamelle variano continuamente la loro apertura, che ha forma approssimativamente circolare. L'attuale scala di valori di apertura, standardizzata nel Congresso di Liegi del 1905, è costituita da una progressione geometrica in ragione di √2, il cui valore iniziale è 1. L'indicazione dell'apertura è utile poiché per dimezzare l'esposizione è possibile semplicemente dimezzare il tempo di posa o la sezione del fascio di luce che attraversa l'obiettivo; essa risulta utile anche al fine di regolare la profondità di campo e di fuoco e la nitidezza dell'immagine.