Giornalista e uomo politico italiano. Liberale di destra, si
dedicò con successo all'attività giornalistica. Nel 1901, dopo
aver maturato una certa esperienza come direttore del "Corriere del Polesine",
fondò a Roma il "Giornale d'Italia" di cui mantenne la direzione sino al
1923, quando fu costretto a dimettersi a causa della sua posizione critica nei
confronti del Fascismo. Eletto alla presidenza dell'Associazione stampa
periodica italiana (1923-24), partecipò alla vita politica del ventennio
fascista come membro del Senato dal 1920, astenendosi però in quel
periodo dall'attività giornalistica. Dopo la caduta di Mussolini nel
luglio del 1943 e la costituzione del governo Badoglio, riassunse la direzione
del "Giornale d'Italia" e nell'ottobre del 1944 ritornò alla politica e
fondò la Concentrazione Democratica Liberale, di orientamento monarchico,
che nel 1946 si fuse col Partito nazionale monarchico. Deputato monarchico alla
Costituente e membro di diritto del Senato dal 1948 fino al 1953, ritornò
in seguito alla Camera e nel 1957 assunse la presidenza della Federazione della
Stampa, carica che mantenne fino alla sua scomparsa (San Giovanni in Persiceto,
Bologna 1871 - Roma 1962).